L' Anno Domini 1958 graziosamente mostrava il suo lampeggiante segnale di coda quando il sottoscritto avviava per la prima volta il combinatore e cominciava a darsi da fare. Anzi, a dare da fare. Soprattutto all'allora capostazione di Populonia, ridente frazione del Comune di Piombino (LI), posta sulla ferrovia Campiglia - Piombino (quadro 268 dell'Orario Pozzo degli anni '70), quando se lo vedeva capitare fra i piedi, magari nel bel mezzo di un incrocio fra due treni merci appena più corti dei rispettivi binari, accompagnato dalla nonna, che non potendolo sopportare oltre soddisfaceva ogni e qualsiasi sua richiesta, e dall'ultimo catalogo Rivarossi, acquistato dopo una settimana di pianti, strepiti & mugugni per la "pace familiare".

Il mio primo incontro col treno non fu un vero incontro, fu uno spavento mostruoso, e forse è nato tutto da lì. Credo fosse il 1961, in seguito ho saputo che in quel periodo era stata completata la bretella da Piombino per Piombino Marittima e che per un certo periodo era stata sospesa la trazione elettrica, quanto basta per giustificare la presenza di una locomotiva a vapore, non so di quale Gruppo ma sospetto una 625. Era il mezzogiorno di un giorno d'estate e con mia madre stavamo tornando da Piombino. Quel giorno la mia ennesima manovra di svincolamento da mia madre coincise con il mio incuriosito avvicinamento a quel coso nero e con il contemporaneo avvio del coso nero con fumi, vapori, suoni e quant'altro. Lascio immaginare il seguito.

Il primo plastico risale a qualche anno dopo, giusto il tempo di imparare a leggere (i cataloghi Lima e Rivarossi), scrivere (l'elenco di tutto il necessario per costruire un plastico), fare di conto (già allora quello che mi piaceva di più costava troppo, ma questo credo sia comune a molti, del resto è stata chiaramente dimostrata la proporzionalità diretta ed iperesponenziale fra ciò che più piace ed il relativo valore monetario) e acquistare a Firenze il "Manuale dei Tracciati e Circuiti Elettrici" di Rivarossi.

Poi una pausa per "intervallo lavori": 20 anni, l'Università (ehm...), le ragazze (ehm ehm...). Poi il lavoro, con il trasferimento a Torino. Poi, per dirla con Enrico Beruschi, "colei che più seriamente ha attentato al mio celibato: mia moglie". E il plastico che resta a Populonia. E la casa di Torino che non ha il posto neanche per una Gr.880 in H0 messa in verticale sui respingenti. Poi la famiglia che si allarga, arriva mia figlia ("in orario sul primo binario", come allora scrissero i miei colleghi di lavoro, chissà perché…). Poi la gatta.

Poi...Poi basta, decisione drastica, si cambia treno, pardon casa, si va ad abitare a Pianezza (TO) in una casa più grande: finalmente, una cameretta tutta per mia figlia; finalmente, una stanza tutta per la moglie; finalmente, un angolino tutto per la gatta; finalmente, UNA STANZA TUTTA PER ILTRENO !.

    

Quando mia moglie si rende conto della cosa è troppo tardi, ormai è fatta, o meglio, sono fatto. Sì perchè nel frattempo, un infausto dì del 2001, bordesan bordesando sul web alla ricerca di immagini ferroviarie mi sono imbattuto in un sito americano di scale grandi, loro la chiamano F ma assomiglia tanto alla IIm europea, conosciuta anche come scala G. Risultato: ordine internazionale, attesa, sdoganamento, andata-ritiro-ritorno dallo spedizioniere a casa a velocità "teletrasporto"...et voilà, il primo treno di Natale dopo quello ormai leggendario del 1964 (E.424 Lima con due Az marroni, una WR blu della CIWL e il trasformatore elettrico) è montato sul pavimento. Cosa sia successo nelle successive tre ore non lo so e non l'ho mai saputo, ero troppo impegnato con il Gold Rush Express (una 4-6-0 con sinistre somiglianze al Gr.666, di stanza a Pistoia negli anni '20 del XX secolo, due carrozze passeggeri che più Far West di così non si può e una ventina di binari). E' stato un bagno di giovinezza, anche se nei successivi tre giorni ho camminato mantendo un angolo di circa 118 gradi - contro i normali 180 - tra le gambe e il resto del corpo.

Nel frattempo sono entrato in contatto con il Gruppo Fermodellistico Piombinese: ovviamente non ci siamo conosciuti a Piombino ma in un posto assai più comodo - e consono - ad entrambi: l'Hobby Model Expo di Novegro (MI), erano gli anni '90. Ricordo ancora che, dopo i convenevoli di rito (e la sorpresa di Marco per "uno di Populonia che c'ha il treno"), ci siamo guardati negli occhi: dopo tanti anni, finalmente ognuno di noi aveva davanti colui che nei negozi di Piombino aveva appena acquistato il pezzo che serviva all'altro, costringendolo a più o meno allegre trasferte ferroviarie in quel di Livorno o Firenze…

Da ultimo è arrivato l'invito di Gianpiero del Comitato Cittadino di Venturina - che qui ringrazio pubblicamente, insieme a Marco, Paolo, Roberto, Maurizio, Vincenzo e tutti gli altri del GFP per la competenza e la cortesia che mi hanno messo a disposizione - a partecipare all'Expo Model di Venturina (LI), la prima volta nel 2005. Da allora solo un'interruzione nel 2006, di cui sinceramente avrei fatto volentieri a meno (incidente automobilistico - peraltro con conseguenze solo per i veicoli, fortunatamente - la sera prima di partire per Venturina, grrrrr....).

Per concludere un'ultima nota. Fin dalla prima partecipazione all'Expo Model sono stato aiutato da Ezio, autore del 102% delle bellissime foto che trovate su questo sito: a lui va un ringraziamento particolare, primo perchè questo sito è una sua realizzazione, secondo perchè mi sopporta da oltre un quarto di secolo, più tempo di mia moglie :-) ...

Abbiamo sempre partecipato alle mostre insieme nonostante la distanza (io in provincia di Torino, lui a Roma) ma dal 2017 abbiame deciso, di comune accordo, di federarci con altri gruppi così da aumentare l'attività con altri amici della zona ed è così che entriamo a far parte del Gruppo Amici della Scala G grazie ai quali ho iniziato a portare il plastico anche ad altre mostre nel nord Italia e che ringrazio per l'amicizia che da subito mi hanno dimostrato.

Bene, se a questo punto siete ancora decisi a fare un giro nel sito, accomodatevi, buon divertimento…e "si ricorda che è proibito attraversare i binari, servirsi del sottopassaggio !"

Antonio, Luglio 2018
p.s.: a Natale del 2008 Ezio si è deciso a comprarsi un treno in H0, per di più digitale, non sapeva ancora cosa l'attendeva, l'incauto...E infatti poco dopo al kit iniziale sono seguite le Aln772, poi il decoder sonoro, la vetrinetta da esposizione, altri binari per estendere il cicuito, scambi comandati dalla centrale digitale, .......!!!!!

...e dopo Hansel e Gretel, Stanlio e Ollio, Batman e Robin, i fagioli e le cotiche, Archimede e Edi...

Ezio, aiutante di Antonio....

La mia storia è molto diversa da quella di Antonio.... Cresciuto in una periferia della grande città (Roma) la mia era una delle poche famiglie che negli anni 60, la mia prima decade di vita, non aveva l'automobile e si spostava solo con i mezzi pubblici guarda caso su rotaia : il tram della Stefer "Termini-Cinecittà" quando si andava in centro e il treno quando si andava in Umbria dai nonni o al mare a Ladispoli....
Sarà perchè la rotaia per me rappresentava l'inizio di una viaggio avventuroso e lunghissimo (al massimo un'ora e mezza...), sarà perchè voleva dire una giornata se non di più di allegra vacanza, cominciai senza accorgemene e solo osservando a diventare espertissimo dei materiali rotabili circolanti...... mi bastava vedere la sagoma del tram da lontano con la forma dei fari per capire se era una Mrs (che io chiamavo "il vagoncino" a sei anni) o una Urbinati (la mia preferita : i due fari evocavano un viso sorridente) o una Stanga (più moderna e più "seria", con un solo faro che faceva pensare ad un signore severo...) . Anche con i treni me la cavavo bene e riconoscevo al volo le differenze fra gli E428, E626, E636 e le centoporte e le Corbellini.
Era bellissimo quando fermi sul marciapiede ad attendere il treno il locomotore mi passava davanti in frenata e mi affascinava (e un po' spaventava) il rumore e la potenza del motore e, una volta saliti, i miei genitori non riuscivano mai a capire come diavolo facessi a capire subito dove era la seconda classe e il wc e sapevo regolare benisssimo (...se funzionava...) il riscaldamento...
Naturalmente prima ancora di avere dieci anni comparve dietro insistenti richieste il mio primo trenino : grande regalo di Natale, la confezione Lima con plastico in polistirolo verniciato "Op-La" con un doppio anello in scala N, una E444 e tre carrozze passeggeri. Ci passavo ore ed ore ma volevo il controllo completo e una delle prime cose che feci, non essendo soddisfatto delle velocità a scatto del trasformatore, fu (inorridite pure....) rompere l'ingranaggio di trasmissione in modo che il locomotore andasse liberamente sulle rotaie e potessi manovrarlo io con le mani.....
Ma non supportato nè dalla famiglia nè dai nessuno dei miei amici e deluso dalla "N" troppo piccola la passione per il modellismo passò in secondo piano e restò quella per le ferrovie vere. Ricordo ancora come in occasione di un deragliamento di una vettura del tram a Piazza San Giovanni Bosco, vicino casa mia, mollai di corsa i compiti e stetti affascianto per tutto il pomeriggio a vedere i tentativi dei pompieri con la gru di rimetterlo sui binari..... ma ahimè non riuscii a vedere la conclusione dell'operazione: la comparsa improvvisa di mia mamma, furiosa perchè ero scomparso da ore, mise fine per il momento ad una passione che forse avrebbe potuto portare lontano.... ma ero troppo piccolo e obbedii al comando genitoriale di non perdere più tempo con i binari....
Mi contentai di continuare ad osservare in silenzio fino a che non arrivo' il tempo dell'Università. Un corso particolare che mi porta a Siena mi fece conoscere altre linee e altro materiale rotabile e riesplose la curiosità, facile da soddisfare in quanto le frequenti (e spesso lunghe...) soste a Chiusi per la coincidenza permettevano di osservare stazione e deposito in tutta calma. Fu quasi un ingresso in un mondo sconosciuto : le Aln772 che sembravano autobus su binari (almeno il rumore del motore evocava quello), la linea a binario unico e il capotreno che scendeva e in bicicletta andava a manovrare lo scambio dall'altra parte della stazione......
E fu qui, nel lontano 1980, l'incontro con Antonio. Ci trovammo nello stesso gruppo di amici (che dopo oltre 30 anni dura tuttora: Antonio, Gianni, Ferruccio, Giuseppina...) e un giorno di primavera andammo tutti a casa di Antonio a Populonia per passare una giornata al mare. Restai fulminato: aveva un plastico in H0 stupendo che non riuscivo a smettere di guardare, l'intera collezione della rivista "I Treni" (e non avevo mai pensato che esistesse una rivista del genere....).
L'amicizia si rafforzo' e le visite si intensificarono ed era diventata una tradizione, quando mi fermavo a dormire da lui, farmi prestare tutti gli ultimi numeri della rivista e sfogliarli fino alle tre del mattino.... Poi però, come è normale che capiti a quell'età, l'università finì e la vita ci portò in posti diversi : lui a Torino ed io a Roma;, il lavoro, la famiglia, i problemi di salute dei genitori....ormai ci sentivamo solo per telefono di tanto in tanto, di treni e ferrovie più nulla, mi muovevo solo in macchina e gli hobby diventarono la fotografia e l'informatica.
Nel 2005 improvvisamente la svolta : Antonio decide di partecipare alla mostra di modellismo a Venturina e contemporaneamente io, che ero diventato un po' più libero dopo la conclusione della malattia di mio padre, cerco di riallacciare i rapporti . L'invito fu naturale : " ....Vieni a Venturina? Vedrai il mio plastico e stiamo insieme una giornata dopo tanto tempo...." . Non me lo feci dire due volte e andai, naturalmente in treno; fu una bellissima giornata e dopo una sola ora e dopo aver fatto una marea di fotografie fu quasi automatico trovarmi anch'io ai comandi per aiutare Antonio e lasciarlo libero di rispondere alle domande del pubblico. Nei giorni successivi, quasi per scherzo, nacque l'abbozzo di questo sito web dopo la richiesta di Antonio se potevo inventarmi qualcosa per far vedere le foto ai suoi colleghi dell'ufficio.
L'esperienza fu ripetuta anche negli anni successivi sempre con più entusiasmo, le foto migliorarono così come il suo plastico e mi divertii a portare anche nuove idee : i filmati su YouTube, il sonoro delle locomotive con un lettore mp3 da manovrare sotto al tavolo in attesa della digitalizzazione, la colonna sonora di "Ritorno al Futuro" mentre sul circuito veniva spinta la Delorean, gli inviti alle mostre che cominciavano ad aumentare e a cui Antonio cominciava a sognare di partecipare non essendo più da solo...era nato un impegno a cui lavoravamo ambedue tutto l'anno !!!! Parallelamente nascevano nuove amicizie che cominciavano a farmi tornare un po' di prurito alle mani con la voglia di entrare nel mondo del modellismo ferroviario con una mia attrezzatura..... Fu così che nel 2008 arriva una vetrinetta da esposizione che mia moglie mi concede di appendere in casa (e quando si accorge dell'errore è ormai tardi....), poi lo starter kit digitale RoCo H0 con la E444 e le carrozze Eurofima, poi le Aln772 OsKar, poi la scheda sonora, poi......
Fondamentali i consigli e gli incoraggiamenti, oltre che di Antonio, di alcuni componenti del GFP, dell'Associazione Ferromodellisti Perugia, di Vincenzo Bologna, Salvatore Graziadio, e infine degli amici dell'Associazione VIVITRENO (di cui faccio parte dal 2018) : a tutti il mio più sincero ringraziamento per aver sopportato e sempre soddisfatto le mie curiosità.....

In conclusione un ringraziamento di cuore Antonio per la sua amicizia che dura da oltre 30 anni e mi ha permesso di entrare in un mondo bellissimo che pensavo sarebbe stato fuori della mia portata......

      


Ezio, luglio 2018
p.s. : la passione per i treni veri però continua e a breve ci saranno sul sito altre gallerie fotografiche di linee storiche....solo il tempo di raccogliere un altro po' di materiale!